Visualizzazione post con etichetta antonio salvoni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta antonio salvoni. Mostra tutti i post

venerdì 30 novembre 2012

"L'anniversario"

15, 16, 22, 23 e 26 Dicembre 
al Teatro Sant'Anna di Torre del Greco

"Pino Brancaccio, dopo il successo avuto nella passata stagione teatrale con "Serata a sorpresa", in questo nuovo lavoro si ritrova ancora una volta intrigato in dinamiche familiari e tensioni che si vivono nell'ambito delle mura domestiche.
"L'anniversario" è una commedia in due tempi, dove le tensioni e la solitudine accumulate da due attempati genitori nella loro grande casa, un tempo condivisa con i quattro figli, determinano addirittura l'annullamento della festa per l'anniversario di matrimonio.
E' la sindrome del nido vuoto, della mancanza di progetti a creare attriti e nervosismi.
I due coniugi vivono di scontri, di ripicche, spinti irrazionalmente a trovare nei loro battibecchi una ragione di vita. Discutono animatamente e litigano per fatti accaduti anni addietro, per accaparrarsi il ruolo di protagonista della scena familiare.
Ed in questo loro "quotidiano egoismo" a volte dimenticano le ragioni e le difficoltà vissute dai loro figli.
La loro ansia per questo giorno particolare, che è l'annoversario di matrimonio, arroventa ancora di più il menàge familiare, ed allora basterà un banale motivo perché la festa si cancellata. Come è consuetudine dell'autore, nella commedia albergano storie con tematiche di attualità e personaggi della più schietta tradizione teatrale.
Alla fine saranno i figli a risolvere l'inghippo familiare usando il bagaglio di tenerezza e di affetto che hanno ricevuto dai genitori. E' come se l'amore dato tornasse al mittente, E' come se l'amore, fluido tonificante e rigenerante, regnasse per sempre in un tempo circolare dove il passato e il futuro si congiungono."

Antonella Pirone

martedì 28 febbraio 2012

"Serata a sorpresa" di P.Brancaccio, regia Pino Brancaccio


A che età è conveniente smettere di divertirsi?
A che età non è più permesso che ci si innamori?
E che ti po di amici si possono avere "ad una certa età"?

Sono le domande che si pone il testo scritto e diretto da Pino Brancaccio, e presentato in esclusiva per nove serate al Teatro Sant'Anna.


E' la storia di Teodorico (Pino Brancaccio), vedovo da molti anni, che ha cresciuto da solo i suoi due figli Matteo (Antonio Salvoni), tendente all'iper-controllo, precisino ed anche un po' ansioso, e Milena (Angela Gelardi), un po' mistica, un po' suora laica con la tendenza al melodramma.


Ora che ha "una certa età" i due figli si sentono in dovere di pensare a dove mettere il padre, a cosa farne, in un paradossale accostamento della persona ormai non più giovane ad un oggetto ingombrante di cui nessuno vuole occuparsi.


A completare il coro dei parenti, c'è Goffredo (Antonio Liguoro), marito di Milena, giudice di professione e moralista per vocazione, convinto che la soluzione migliore sia portare Teo in un convento per un ritiro, in attesa dela sua morte.


Ma Teo sta benissimo, si sente ancora vivo e con la voglia di divertirsi, di vivere la sua vita insieme ai suoi "particolarissimi" amici, per nulla ben visti dal condominio e dalla famiglia di Teo stessa.


Ed è durante i preparativi per una festa organizzata dagli amici Gianni (Gianni Ilardi), Ciccio (Andrea Di Ronza) e Roberto (Roberto Della Capa), che Teo incontra l'amore nell'inaspettatamente propompente e sensuale signorina Ermelinda (Erminia Sannino), procace coinquilina innamorata da sempre del nostro protagonista.


La festa inizia, con buona pace della verace portiera (Clara Salvoni) che ha poca simpatia per tutta quella chiassosa combriccola.
Così tra barzellette interrotte, liti tra la diva della comitiva Gisella (Giusy Pernice) ex cantante di varietà, Carlotta (Loredana Fiorentino) presunta ballerina ed Emilia (Mariagrazia Esposito La Rossa), una rediviva maestrina dalla penna rossa, e l'esibizione degli amici tangheri Gaetano Di Matteo e Marina De Iorio, la festa si conclude in modo...inaspettato.




Anche se nella realtà non è sempre possibile smuovere le coscienze, e tantomeno le convinzioni di chi ci ha già inquadrati in uno scomparto ben definito dandoci delle caratteristiche (vecchio, incapace di badare a sé, distratto) che spesso non meritiamo, questo testo chiude con la speranza.

Tra risate ed allegria ci lascia la speranza che, chi ci vuole bene alla fine ci comprenderà, riuscirà a mettersi nei nostri panni e, invece di giudicarci, controllarci e tenerci a bada, inizierà ad aiutarci davvero, affiancandoci nelle nostre scelte e non scegliendo al posto nostro.




Carmela Esposito







Gianni Ilardi (Gianni) e Loredana Fiorentino (Carlotta).

Angela Gelardi è Milena.
La comitiva al completo: Andrea Di Ronza (Ciccio),
Giusy Pernice (Gisella), Loredana Fiorentino (Carlotta)
Mariagrazia Esposito La Rossa (Emilia), Erminia Sannino
(Ermelinda) e Pino Brancaccio (Teodirico).
Roberto Della Capa è Roberto.
Giusy Pernice è Gisella.













domenica 27 marzo 2011

"Notte di luna calante"

Quando Benedetto croce incontra l'opera di Basile non ha esitazione a definirla : il più antico, il più ricco ed il più artistico fra tutti i libri di fiabe popolari, spingendosi ad affermare che il Pentamerone sia il più bel libro italiano barocco. [...]
Nell'adattamento teatrale de La vecchia scorticata, decima favola della prima giornata, si è ritenuto opportuno assorbire tutti i suggerimenti e gli stimoli pervenuti da quest'opera tanto poco nota, ma notevole affresco di una realtà seicentesca, dove trovano respiro personaggi popolareschi che vivono pienamente la loro parlata napoletana, sapida di immagini succulente, di precettistica popolare, di doppi sensi burleschi e di contundenti invettive. [...]

Il titolo stesso Notte di luna calante, dato dall'adattamento teatrale della favola, nasce da quel bisogno prorompente e bizzarro del Basile di metaforeggiare intorno all'alternarsi, nella vita degli uomini, del giorno e della notte, del Sole e della Luna... [...]
Ed esse stesse, le due vecchie protagoniste della fiaba, sono due esseri notturni, perchè tanto brutte da farsi vedere poco, e solo al calar del sole, e soltanto quando la luna tende a smorzare il suo splendore. La stessa luna è anche complice di innamoramenti e non si sottrae al ruolo di eterna ruffiana. E quando, per sottolineare momenti importanti, alla prosa si alternano il ballo ed il canto, la favola divenuta prosa si trasforma in commedia musicale.

Chi ama trovare alla fine della storia la consueta morale non è deluso, perché oltre al verso del Sannazzaro dettato dal Basile alla fine della favola (L'invidia, figliuol mio, se stessa macera), può individuarne una più attuale : Vivi la vita sempre con coraggio, senza paura."

Pino Brancaccio


domenica 26 dicembre 2010

"Natale in casa Cupiello" di E.De Filippo, regia Gianni D'Ambrosio


Non c'è Natale che sia tale senza "Natale in casa Cupiello". Che sia alla televisione in versione originale con Eduardo e Pupella Maggio, o che sia na riproposizione teatrale dei giorni nostri.
Chiedetelo a Napoli. 
Anche le nuove generazioni ormai almeno una volta ella loro vita hanno rispettato la tradizione. 
E chi di noi non ha mai utilizzato  nell'intercalare quotidiano un "...te piace 'o presepio?" o un esaustivo "Tua madre non è una serva. Tua madre non serve!".
Natale in casa Cupiello nasce nel 1931 come atto unico, corrispondente all'attuale secondo atto,in cui si racconta sostanzialmente di un pranzo natalizio turbato dal dramma della gelosia. In meno di un anno l'opera riscuote un successo così ampio che fa cominciare due giorni prima la storia  aggiungendo un atto, che diventerà il primo. 

Dopo due anni Eduardo aggiunge il terzo ed ultimo atto contro il parere di Peppino che lo riteneva inutile perchè troppo scontato. A questo punto Natale in casa Cupiello ha finalmente la forma che tutti conosciamo e che portò Eduardo stesso a definirlo «un parto trigemino con una gravidanza durata quattro anni».

 
La trama, ormai notissima, racconta di Luca Cupiello (Pasquale Cirillo), che come ogni Natale, prepara il presepe, fra il disinteresse della moglie Concetta (Anna Criscuolo) e del figlio Tommasino (Gianni D'Ambrosio), che con dispetto gli ripete che a lui il presepe non piace. 

Ci sono poi i continui litigi tra il fratello di Luca, Pasqualino (Mario Frulio), e Tommasino, detto "Nennillo" dalla madre, entrambi con il tic del furto. 

Ninuccia (Angela Gelardi), l’altra figlia, ha deciso di lasciare il marito Nicolino (Antonio Mennella) per l’amante Vittorio (Antonio Salvoni), e di scrivere una lettera d’addio; Concetta, disperata, riesce a farsela consegnare. 
La missiva capita però nelle mani di Luca che, ignaro di tutto, la consegna al genero, che viene così a sapere del tradimento della moglie. 

Durante il pranzo della vigilia di Natale, i due rivali, trovatisi di fronte per la sbadataggine di Luca, si scontrano violentemente. 
Nicolino abbandona Ninuccia e Luca, resosi improvvisamente conto della situazione, cade in uno stato d’incoscienza. 
Nel delirio finale, Luca scambia Vittorio per Nicolino e fa riconciliare involontariamente i due amanti; e Tommasino gli dirà finalmente che il presepe gli piace.

















"L'anniversario"

"C'era una volta...Pinocchio!"