Visualizzazione post con etichetta leandro gallo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta leandro gallo. Mostra tutti i post

martedì 14 giugno 2011

"E' asciuto pazzo 'o parruchiano" di G. Di Maio, regia Leandro Gallo



La storia è ambientata a Pietrascura, tipico paesello contadino, "dove credenze popolari e misticismi sincretizzati di superstizioni e religione fanno della gente una bandiera al vento della parola più forte".

Tutto si svolge nella casa del parroco don Sandro, della sua perpetua donna Rosa e del  sacrestano Modestino.
Mentre il parroco cerca ad ogni costo di risolvere al meglio le piccole e grandi beghe di paese, ricorrendo spesso ad ingenui sotterfugi, la perpetua ed il sacrestano Zanni non mancano mai nel dire la loro su ogni vicenda.

Le autorità di paese, nelle figure del sindaco, dell'assessore e della moglie di quest'ultimo, che non è esattamente una santa,  sembrano rispecchiare un'idea di politica appannaggio del più ricco.

Completano il quadro di strambe situazioni e personaggi più o meno probabili, la Baronessa con famiglia al seguito, impegnata dal figlio in un triangolo tra lui, la sua promessa sposa e la maestrina del paese in dolce (ed illegittima) attesa.

Per nulla aiutato dal vescovo, che anzi lo rende oggetto di angherie che paiono più dispetti, don Sandro tenterà di riportare le anime alla fede forzando la mano con qualche miracolo che di divino ha ben poco.

Come commedia dell'arte vuole sarà prorpio un furbo espediente e l'ingegno ingenuo ma non troppo dei "due servitori" di don Sandro ad accompagnare la vicenda verso una conclusione risolutiva, passando per una finta pazzia del parroco, strumento rivelatore di tutte le piccole e grandi magagne del paese.














sabato 9 ottobre 2010

"Pulcinella...punto interrogativo" regia Liborio Preite

La Metamorfosi è sempre stata parte integrante della genesi e della storia di Pulcinella.La sua origine risale al Seicento, essendo la sua presenza documentata da diverse raffigurazioni dell'epoca, e si fa risalire la sua prima "apparizione letteraria" ad un testo di Silvio Fiorillo " La Lucilla costante con le ridicole disfide e prodezze di Policinella, scritto nel 1609. Alcuni tuttavia rintracciano le sue origini nei personaggi delle "fabulae atellanae" come Macco e Dosseno, di cui conserva alcuni caratteri esteriori e interiori, come la gobba e il ventre sporgente, unite ad una certa malizia. L'abito di scena richiama quello dello Zanni, con l'ampio camicione bianco serrato dalla cintura nera tenuta bassa sopra i calzoni cadenti .
Insieme al personaggio, anche il nome di Pulcinella è cambiato nel corso degli anni: inizialmente Policinella, rimasto poi nel francese Polichenelle, o Pollicinella. "Policenella nasce ad Aversa come Cetrulo, e parte da da Napoli in compagnia di altri personaggi come Coviello, Pascariello e una lunga fila di capitani vanagloriosi come Matamoros e Rodomonte che parlavano una lingua franca a metà tra il napoletano e lo spagnolo. Con Silvio Fiorillo approdò nelle grandi compagnie comiche del nord e divenne l'antagonista di Arlecchino, maschera bergamasca, il servo sciocco, credulone e sempre affamato di quella fame atavica dei poveri diavoli." (Wikipedia). 

E proprio in questo testo ritroviamo Pulcinella (Leandro Gallo),  al solito sfortunato e con pochi mezzi, al fianco di uno dei suoi antichi amici Coviello (Salvatore Pagano), in questa vicenda servitore di un giovane nobile e bello (Peppe Collaro), dedito al vino, agli amici ed alle donne, ma fortemente invaghito di una ingenua ragazza borghese (Debora Minghelli).
Ostacolo tra i due sarà il vecchio padre di lei (Gianni Ilardi), astrologo per passione più che per competenza, convinto che la figlia abbia il destino scritto nelle stelle, e che saranno queste ultime a dirgli il da farsi per sistemare la ragazza con un ottimo partito. Sarà questa la vicenda principale in cui, loro malgrado, si ritroveranno convolti i tre servitori Pulcinella, Coviello e lo stupidissimo Scatozza (Gianni D'Ambrosio), dando vita ad equivoci e travestimenti mentre cercano di consegnare delle lettere alla fanciulla, ma che saranno confuse con ordini per il droghiere...tutto mentre Pulcinella cercerà di conquistare la bella Rosetta (Titti Mauro) a servizio nella casa del vecchio astrologo.

La storia volge al lieto fine, grazie, come la commedia dell'arte insegna, ad un inganno ben ordito dal "servitore scaltro" Coviello.

Tutta la rappresentazione è accompagnata dalle voci di Gino Vituperio (baritono), Rosaria Ascione (soprano), Angelo Scarpati (tenore), e Liborio Preite (baritono), che cantano una Napoli ed una napoletanità che fu con dei ritmi post-rinascimentali e una concertazione di voci elegante e senza pari.
















"L'anniversario"

"C'era una volta...Pinocchio!"