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martedì 30 ottobre 2012

"C'era una volta...Pinocchio!"

"Con la sua compagnia di giovani attori, Erminia Sannino ci porpone uno spettacolo che, pur nella sua semplicità, è ricco di rifelssioni e suggestioni. La narrazione è lineare come in una favola (appunto quella celeberrima di Carlo Collodi "Pinocchio"), ma nello spettacolo emergono chiare considerazioni.
In primis il condizionamento operato dai mass-media e gli status-symbol esibiti a dismisura, che ci rendono tutti un po' burattini, sempre in bilico tra Bugia e Verità, Fantasia e Realtà: per questo vedremo in scena due burattini, uno è il pinocchio della favola, l'altro è il ragazzo di ieri, di oggi o domani, ma entrambe tetnati dalle medesime lusinghe del mondo.

L'autrice, con passione materna, no manca di sottolineare che il delicato rapporto tra genitori e figli va nutrito di paziente dialogo e sconfinato amore. Un dialogo ed un amore pervasi di fantasia ma che non tralasciano il senso reale della vita. Perciò la favola tramandataci dai nostri nonni risulta ancora attuale, perché essa vive in quel confine esiguo dove, illuminata dalla luce dell'amore, albergano Fantasia e Realtà...Bugia e Verità...(in fondo) i personaggi della favola sono caratterizzati guardando a quelli che sono i tic della nostra quotidianità.

E come ultimo pregio del lavoro della Sannino, emerge il linguaggio usato dai personaggi: a tratti favolistico ed a tratti attuale e metropolitano, anche esso teso a ricondurre l'altra luce della vita vissuta tra sogno e realtà...Bugia e Verità."

Pino Brancaccio

martedì 14 giugno 2011

"E' asciuto pazzo 'o parruchiano" di G. Di Maio, regia Leandro Gallo



La storia è ambientata a Pietrascura, tipico paesello contadino, "dove credenze popolari e misticismi sincretizzati di superstizioni e religione fanno della gente una bandiera al vento della parola più forte".

Tutto si svolge nella casa del parroco don Sandro, della sua perpetua donna Rosa e del  sacrestano Modestino.
Mentre il parroco cerca ad ogni costo di risolvere al meglio le piccole e grandi beghe di paese, ricorrendo spesso ad ingenui sotterfugi, la perpetua ed il sacrestano Zanni non mancano mai nel dire la loro su ogni vicenda.

Le autorità di paese, nelle figure del sindaco, dell'assessore e della moglie di quest'ultimo, che non è esattamente una santa,  sembrano rispecchiare un'idea di politica appannaggio del più ricco.

Completano il quadro di strambe situazioni e personaggi più o meno probabili, la Baronessa con famiglia al seguito, impegnata dal figlio in un triangolo tra lui, la sua promessa sposa e la maestrina del paese in dolce (ed illegittima) attesa.

Per nulla aiutato dal vescovo, che anzi lo rende oggetto di angherie che paiono più dispetti, don Sandro tenterà di riportare le anime alla fede forzando la mano con qualche miracolo che di divino ha ben poco.

Come commedia dell'arte vuole sarà prorpio un furbo espediente e l'ingegno ingenuo ma non troppo dei "due servitori" di don Sandro ad accompagnare la vicenda verso una conclusione risolutiva, passando per una finta pazzia del parroco, strumento rivelatore di tutte le piccole e grandi magagne del paese.














"L'anniversario"

"C'era una volta...Pinocchio!"